Kavala è una città di mare della Macedonia greca orientale, non molto distante dalla Tracia. Il grandioso acquedotto romano-ottomano di Kamares, l’Imaret -con accesso esclusivo per i viaggiatori danarosi-, una diffusa edilizia residenziale di gusto bizantino ottomano, la posizione strategica sulla via Egnatia, crocevia tra Oriente e Occidente, l’antico porto di Filippi che ora convoglia sull’isola di Thassos calche ignare alla ricerca di spiagge illusoriamente alternative agli arcipelaghi più famosi, rendono questo luogo, se non eccezionale, sicuramente molto attrattivo. Probabilmente per le casse a trazione turistica non è bastata la sua storia. Doveva affascinare di più.
Qui si sta consumando davanti agli occhi di tutti, e molto
rapidamente, il tempo. Arrivano i turisti, e pare andare bene per tutti, ma è
conclamato, non è così. Quello che rimarrà saranno i luxory/ studio/
apartament/ boutique hotel dagli arredi con finiture finto oro e balconi di
vetro 4 mm inspessorati di calcare, e qualche negozio con le magliette da
artista e i dolcetti con lo zucchero a velo,
ma il mutamento fisico, che passa sotto il nome di riqualificazione, sarà
stato così aggressivo che avrà determinato solamente una fortissima marginalità
di chi un tempo ci ha abitato. Si chiama Gentrificazione.
Nessun commento:
Posta un commento